venerdì 26 aprile 2019

Lulù

lulu.md

enter image description here

LULÙ

Il nostro Maestro aveva una cagnetta dal pelo fulvo, di nome Lulù: un
cane straordinario e che e’ anche l’unico cane che io abbia mai visto
andare in vespa. Ma questa la racconto un’altra volta.

Lulù non si perdeva mai una prova e, quando erano in paese, nassisteva
neanche ai concerti al pubblico.

Nessuno di noi era assiduo come lei alle prove.

Arrotolata intorno alle sue gambe o, semplicemente, sdraiata ai suoi
piedi, sotto il leggìo o sulla pedana, Lulù non abbandonava mai il suo
padrone, se non per qualche breve sortita cui la sua natura canina, che
l’educazione musicale non aveva certo cancellato, di tanto in tanto la
sospingeva.

Sheet Music for "A Lulu"A LuluG.Verdi

Noi eravamo felici di avere Lulù fra i nostri spettatori, perché Lulù
non era mai stanca della nostra musica. La quale, diciamoci la verità,
qualche volta non era granché.

Si può dire che certe sere, quando la cagnetta pareva maggiormente in
vena, noi guardavamo più lei che le mani del Maestro e non c’era chi di
noi non soffrisse quando, per la sua eccessiva agitazione, doveva essere
allontanata dalla sala con una pedata.

“Meglio a lei, che a noi!” pensavamo in cuor nostro.

Che l’animale avesse sviluppato una qualche sensibilità alla musica è
fuori dubbio.

E’ noto che i cani a volte entrano in tale simbiosi col loro padrone da
poterne avvertire gli umori anche da manifestazioni minime, che nessun
altro potrebbe percepire.

Forse è grazie a ciò che Lulù sembrava a volte approvare e a volte
disapprovare la nostra esecuzione, quasi anticipando quello che sarebbe
stato il giudizio del Maestro.

Essa, semplicemente, manifestava col corpo ciò che qualche volta il
Maestro ci nascondeva con le parole.

Nelle sere in cui c’era scuola di solfeggio e non di strumento, Lulù si
trasformava in un vero e proprio assistente.

Quando qualche allievo sbagliava vistosamente, Lulù abbaiava.

Se invece l’allievo ingarbugliava un fraseggio per molte volte di
seguito, una quartina o qualcos’altro, il maestro indicava Lulù con un
dito e diceva : “lei lo farebbe meglio!”.

In questi casi Lulù, dalla gioia, sbavava e si rotolava per terra
davvero come un cane.

Ma era nelle esecuzioni pubbliche che Lulù si divertiva di più.

Per nulla imbarazzata dalle luci o dalla presenza dell’autorità, né
quella politia, né tanto meno quella religiosa, Lulù saliva e scendeva
dal palco con la dimestichezza di una grande cantante.

E quando la gente, entusiasta, lanciava verso di noi i confetti, Lulù,
che ne andava ghiottissima, si accucciava sotto la pedana e, dopo averne
acchiappato qualcuno a volo, cominciava a sgranocchiarli rumorosamente:
trac, tra-tra-trac, trac …

Quando invece era qualche banda rivale che ardiva esibirsi sulla nostra
piazza, il comportamento di Lulù cambiava radicalmente.

Lulù, in questo caso, non saliva sul palco ma restava giù, tra la gente,
e ogni suo movimento sembrava tradire il clima di sospetto e di ostilità
verso l’intruso.

Con quel suo scoprire appena i denti, o con quel caratteristico modo di
guardare il palco di sbieco, a suo modo Lulù interpretava l’umore
generale, nel momento del più grave pericolo, per la banda, e per il
paese.

Ma qui, più che altrove, siamo autorizzati a chiederci: quale umore
interpretava Lulù? quello del pubblico o non, piuttosto, quello del suo
padrone?

A distanza di tanto tempo, ancora adesso mi piacerebbe poter
quantificare la parte che Lulù ha avuto nella formazione del nostro
gusto musicale.

Che razza di musica avremmo sentito su questa piazza, ora, se a questo
animale non fosse andata a genio la musica lirica?

Torino 1990

Michele ANDREOLI

Nessun commento:

Posta un commento

extensions

 Markdown extensions StackEdit extends the standard Markdown syntax by adding extra Markdown extensions , providing you with some nice ...